Tea for Five: Opium Clippers
Neja Tomsič
Una tazza di tè custodisce una storia di rotte, merci e imperi. Tea for Five: Opium Clippers invita il pubblico a condividerla, trasformando un rito di ospitalità in un'esperienza che intreccia memoria, colonialismo e politica globale.
- Quando
- 29 Agosto 2026
- Orario
- 18:00 — 19:30
- Dove
- Palazzo de Grazia, Gorizia
- Cosa
- Performance teatrale
Tea for Five: Opium Clippers è una cerimonia del tè per dieci persone alla volta. Un saggio visivo che unisce ceramiche dipinte a mano e performance. Il nucleo centrale del progetto è costituito da cinque servizi da tè in ceramica, dipinti a mano e ispirati ai tradizionali set cinesi per il gongfu cha.
Opium Clippers assume la forma di un happening, una cerimonia del tè cinese durante la quale Neja Tomšič racconta storie legate a episodi dimenticati del cosiddetto “sogno cinese”, che hanno portato a conflitti, processi di colonizzazione e allo sviluppo del capitalismo moderno.
La storia della proprietà delle navi, delle rotte marittime e degli eventi legati agli opium clippers – i velieri che ufficialmente trasportavano tè – rivela le profonde conseguenze che il commercio del tè e dell’oppio ha avuto sulla configurazione politica del mondo contemporaneo.
- ideazione, pittura e performance
- Neja Tomšič
- ceramiche
- Anja Slapničar
- musiche
- Gašper Torkar
- produzione esecutiva
- Barbara Poček
- voce narrante nella versione italiana
- Silvia Viviani
- produzione
- Gledališče Glej e Neja Tomšič
- prodotto fino al 2018 da
- MoTA – Museum of Transitory Art
- lo spettacolo è parte della programmazione di
- ARIA. arti, ricerca, immaginazione, accessibilità
- promosso da
- Comune di Sagrado e Quarantasettezeroquattro con il contributo di Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia
- le mappe tattili sono realizzate da
- Pergine Festival in collaborazione con Associazione Fedora
Neja Tomšič
Neja Tomšič è un’artista visiva, poetessa e scrittrice la cui pratica interdisciplinare intreccia diversi linguaggi espressivi, tra cui il disegno, la fotografia, la poesia, la performance e la musica. Attraverso il recupero di storie trascurate e spesso nascoste della storia, il suo lavoro mira a rimettere in discussione le narrazioni storiche dominanti, indagando dettagli e vicende marginali e creando situazioni in cui possano emergere nuove interpretazioni del presente. Tomšič considera la storia come una mappa di punti di partenza e di connessioni, mentre gli elementi performativi dei suoi progetti esplorano le possibili proiezioni del passato nell’esperienza soggettiva dei visitatori.
