OPEN CALL PER SPETTACOLI,
PERFORMANCE, INSTALLAZIONI MULTIMEDIALI
EDIZIONE 2026
Ogni anno Quarantasettezeroquattro, in collaborazione con altre realtà artistiche, propone “Richiedo asilo artistico”: un bando volto a selezionare artisti/compagnie/collettivi che propongono uno spettacolo/performance multimediale o un’installazione multimediale, all’interno del quale promuovere l’interazione tra media e linguaggi differenti (performance, videoproiezioni, fotografie, parole, suoni, testi ecc.) con particolare attenzione alle possibilità espressive offerte dalle nuove tecnologie che si basano sull’informatica, sul web, sulla virtualità, sul rapporto uomo-macchina, sui social media.
I progetti selezionati per l’edizione 2026:
selezionato da In\Visible Cities e PimOff per un progetto di residenza da sviluppare in due tappe
nell’ambito della programmazione di In\Visible Cities 2026
il progetto sostenuto da In\Visible Cities e selezionato da una giuria di studentesse e studenti delle scuole superiori del Friuli Venezia Giulia coinvolti nel progetto di avvicinamento ai linguaggi del contemporaneo “Visioni Future”, che verrà replicato a In\Visible Cities 2026 sarà comunicato a maggio 2026.
Il bando 2026 intende sostenere:
Almeno un progetto da sviluppare in due tappe: residenza e restituzione pubblica al Festival In\Visible Cities (Gradisca d’Isonzo, fine agosto-inizio settembre 2026); residenza e restituzione pubblica presso PimOff (Milano, periodo indicativo settembre- dicembre 2026).
Uno o più progetti da sviluppare in un’unica tappa di residenza (con apertura al pubblico finale) presso una delle realtà partner: Festival In\Visible Cities o PimOff.
Una o più repliche di progetti che hanno già debuttato in spazi urbani o teatrali da presentare presso una delle realtà partner: Festival In\Visible Cities, PimOff.
Saranno privilegiati i progetti che:
risultino innovativi per quanto riguarda il rapporto tra performance e linguaggi multimediali. In particolare saranno apprezzati i progetti che prevedono l’utilizzo di tecnologie leggere e/o dispositivi del quotidiano in una declinazione scenica;
si sviluppino in spazi urbani o naturali attraverso format site specific e community specific, capaci di dialogare con i luoghi e le comunità che li abitano;
mettano in discussione la tradizionale distinzione tra scena e platea, orientandosi verso pratiche di “fuori formato”: progetti che escono dai tracciati consueti e creano commistioni inedite con altre discipline;
approfondiscano il concetto di “archivio esploso”: un archivio inteso non come luogo di mera conservazione, ma come dispositivo vivo, capace di generare narrazioni attraverso pratiche performative, installazioni, media digitali e processi partecipativi. Si incoraggiano in particolare i progetti che reinterpretano archivi storici, instaurano nuove relazioni tra passato e presente o coinvolgono le comunità nella costruzione di un immaginario condiviso.
