
Botteghe digitali Porte aperte
Botteghe Digitali riunisce giovani artisti under 35 in un percorso di ricerca e creazione che intreccia arti multimediali, territori e comunità in tre installazioni immersive.
Con l’edizione 2026 In\Visible Cities inaugura un nuovo triennio, con rinnovato slancio, tante idee, tanta voglia di andare fuori dagli schemi, promuovendo nuove pratiche, sguardi trasversali, modi spiazzanti di intendere la scena, puntando su drammaturgie originali e sull’ibridazione tra i linguaggi espressivi.
Un festival dedicato alle creazioni fuori formato e fuori posto. Un programma di performance teatrali, musicali e di danza, partecipative, itineranti, multimediali capaci di esplorare fuori dal seminato. Proposte capaci di coniugare riflessioni su temi importanti del nostro tempo con la cura estetica e la sperimentazione di nuove modalità narrative.

Botteghe Digitali riunisce giovani artisti under 35 in un percorso di ricerca e creazione che intreccia arti multimediali, territori e comunità in tre installazioni immersive.

Pratiche performative attorno alla birra artigianale

Gushing trasforma un pub in un luogo di confessione e incontro: attorno a un tavolo, tre donne raccontano il proprio fermento interiore, interrogando ciò che, prima o poi, è destinato a traboccare.

Un documentario in cuffia che segue il viaggio di un ragazzo arrivato a Gorizia per raccontare la birra artigianale e che, tra incontri e testimonianze, finisce per riscoprire anche sé stesso.
Un'esperienza sonora immersiva che trasforma il laboratorio di un birrificio in un organismo vivente: tra canto, memorie e sperimentazione elettronica, il pubblico ascolta la fermentazione come metafora della crescita e della trasformazione umana.

Nel 1947 una linea disegnata su una mappa divide Gorizia in due. French Line invita il pubblico a entrare in una casa per attraversare quella frattura, dove documenti, ricordi e testimonianze trasformano la storia di un confine in un'esperienza condivisa.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Una tazza di tè custodisce una storia di rotte, merci e imperi. Tea for Five: Opium Clippers invita il pubblico a condividerla, trasformando un rito di ospitalità in un'esperienza che intreccia memoria, colonialismo e politica globale.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Nel 1947 una linea disegnata su una mappa divide Gorizia in due. French Line invita il pubblico a entrare in una casa per attraversare quella frattura, dove documenti, ricordi e testimonianze trasformano la storia di un confine in un'esperienza condivisa.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Una tazza di tè custodisce una storia di rotte, merci e imperi. Tea for Five: Opium Clippers invita il pubblico a condividerla, trasformando un rito di ospitalità in un'esperienza che intreccia memoria, colonialismo e politica globale.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Uno spettacolo di parole e musica che intreccia ciò che sappiamo dell’astrofisica moderna con le storie di come siamo arrivati a comprenderlo.

Una pedalata collettiva diventa un'orchestra diffusa: Concerto per campanelli di bicicletta trasforma lo spazio urbano in uno strumento musicale, guidando i partecipanti in un'esperienza sonora condivisa.

Nel 1947 una linea disegnata su una mappa divide Gorizia in due. French Line invita il pubblico a entrare in una casa per attraversare quella frattura, dove documenti, ricordi e testimonianze trasformano la storia di un confine in un'esperienza condivisa.

Una camminata performativa in cui semplici cassette da raccolta diventano dispositivi di gioco, ascolto e relazione, invitando i partecipanti a riscoprire il paesaggio agricolo come spazio di comunità e possibilità.

Una mostra multimediale che riunisce opere in LIS e lavori grafici per esplorare le molteplici forme della resistenza, dando voce a un immaginario collettivo in cui arte, accessibilità e partecipazione si incontrano.

Una performance site-specific in cui la figura dell'unicorno, liberata dai suoi significati tradizionali, si reinventa nell'incontro con lo spazio e con il pubblico.

SPEEED è un progetto coreografico e musicale ispirato alla Para Para e all'Eurobeat che crea spazio ad una energia contagiosa, dove velocità, danza e musica danno vita a un'esperienza collettiva.

Tra teatro, videoproiezioni e cinema di famiglia, T’appartengo?! ricompone i frammenti di una storia intima per interrogare ciò che ereditiamo, ciò che scegliamo e ciò che ci tiene uniti.

Una mostra multimediale che riunisce opere in LIS e lavori grafici per esplorare le molteplici forme della resistenza, dando voce a un immaginario collettivo in cui arte, accessibilità e partecipazione si incontrano.

Attraverso la danza, il suono dell'arpa e un delicato paesaggio sensoriale, CUNA accompagna il pubblico in un'esperienza onirica che esplora l'atto di cullare come azione di percezione, cura e immaginazione.

Tra memoria autobiografica, miti delle Dolomiti e tracce lasciate dalla Tempesta Vaia, Partschótt costruisce una riflessione sul desiderio di custodire ciò che il tempo, la natura e la storia rendono fragile.

uno spettacolo partecipativo che affida il controllo della performance al pubblico, invitando gli spettatori a costruire insieme un’esperienza teatrale unica, in cui ogni scelta diventa occasione di relazione, gioco e creazione collettiva.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Una mostra multimediale che riunisce opere in LIS e lavori grafici per esplorare le molteplici forme della resistenza, dando voce a un immaginario collettivo in cui arte, accessibilità e partecipazione si incontrano.

Ispirato alla Prima Elegia di Rilke, ANGELS’ ORDERS è un incontro tra poesia e cultura elettronica in cui il respiro del testo diventa ritmo, il corpo diventa linguaggio e il pubblico partecipa alla creazione di una composizione vivente in continua trasformazione.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Pas Moi interroga la storia ufficiale delle tecnologie del suono e ne sovverte il paradigma audista, aprendo lo spazio a una diversa memoria del corpo e dell'ascolto.

Massimo Silverio trasforma il folklore della Carnia, l'elettronica e il suo linguaggio musicale unico in un viaggio sonoro che attraversa l'oscurità dell'uomo alla ricerca di pace, grazia e memoria.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Un'installazione immersiva che trasforma una tenda per rifugiati in un giardino, invitando il pubblico a immaginare una Palestina libera attraverso paesaggi, suoni e memorie del futuro.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Una mostra multimediale che riunisce opere in LIS e lavori grafici per esplorare le molteplici forme della resistenza, dando voce a un immaginario collettivo in cui arte, accessibilità e partecipazione si incontrano.

Una performance che esplora il corpo come materia in continua trasformazione, intrecciando parola, immagine e tecnologia per rivelare la nostra comune origine cosmica.

Due partecipanti, una voce guida, carta e matita: Not to Scale è una performance che mette in scena l'invisibile, affidando ai gesti minimi e all'immaginazione la costruzione di un'esperienza comune.

Una lezione di danza in uno spazio pubblico che propone celebri coreografie dei videoclip pop degli anni Novanta e Duemila come esperienza collettiva e intergenerazionale.

Uno spettacolo che trasforma la domanda dell'avere un figlio oggi in un'indagine intima e politica sul futuro, la responsabilità e la speranza.

Un'installazione immersiva che trasforma una tenda per rifugiati in un giardino, invitando il pubblico a immaginare una Palestina libera attraverso paesaggi, suoni e memorie del futuro.

Un'installazione immersiva che trasforma una tenda per rifugiati in un giardino, invitando il pubblico a immaginare una Palestina libera attraverso paesaggi, suoni e memorie del futuro.

Una mostra multimediale che riunisce opere in LIS e lavori grafici per esplorare le molteplici forme della resistenza, dando voce a un immaginario collettivo in cui arte, accessibilità e partecipazione si incontrano.

Una performance sul corpo come spazio di incontro e trasformazione, in cui parole, suoni e suggestioni altrui diventano materia di movimento.

Un misterioso paleontologo racconta dinosauri, asteroidi e amori perduti, in una performance che celebra la sorprendente capacità della vita di resistere.