Stop Fake Wine. Bollicine culturali

Venerdì 29 giugno / ore 19.30
Cortile di Palazzo Locatelli – 40’

Il buono è la forma del vero – Aperitivo con dibattito

Stop Fake Wine. Bollicine culturali

Una stupefacente Malvasia del vulcanico Marco Pecorari, giovane vignaiolo con la preziosa fissazione delle vigne storiche e del buon vino senza artifici.

Partecipano Marco Pecorari, produttore, in conversazione con Simonetta Lorigliola, giornalista e cultrice della materia e Paolo Cappelli, responsabile zona di Gorizia di Campagna Amica.


 

“Malvasia risponde a Prosecco. Battaglia vinta.
Forse questo potrebbe essere un claim per raccontare in una battuta il vino – unico – che Marco Pecorari produce da una piccola vigna storica (le viti hanno più di 70 anni) in quel di San Lorenzo Isontino, in provincia di Gorizia.
Un’opera, la sua, che è pienamente culturale.
Conservare un vigneto tanto longevo, trattarlo non come un monumento ma come la mamma di grandi uve, per un vino stupefacente, significa agire culturalmente.
Ridurre a pochi e manuali gli interventi. Eliminare le sostanze di sintesi. Lavorare manualmente. Porre massima attenzione alla qualità. Ecco i suoi “semplici” dettami.
È malvasia quest’uva, quel vitigno nomade che ha pacificamente invaso tutto il bacino del Mediterraneo e che, laddove si è radicato, ha prodotto meraviglie territoriali inesportabili.
Malvasia nera di Puglia. Malvasia passita delle Eolie. Malvasia di Candia. Continua, continua…fino alla Malvasia istriana (che per legge, dal 2013, non si può più chiamare così, ahimè!).
Ebbene l’aromaticità del vitigno malvasia, i terreni minerali su cui cresce, la libertà d’espressione fisiologica della vigna diventano opera di coltura e cultura. E si trasformano in uno spumante (rifermentato in bottiglia, come lo Champagne, per capirci) grandemente significativo. Per il territorio, per l’ambiente, per la qualità e le potenzialità che esprime. A beneficio comune. (S. Lorigliola)