Shifting Places

18 maggio 2017,ore 21.30
via bombi

performance di danza verticale

Il Posto Danza Verticale
ideazione e coreografia: Wanda Moretti
assistente al workshop: Simona Forlani
sound design: Marco Castelli
con i partecipanti al workshop “Shifting places”
durata: 20 min

Shifting Places è un laboratorio di pratica verticale che a partire dall’osservazione di spazi “migranti”, ovvero spazi che mutano nella città cerca di ripristinare quei bisogni primari di legame con lo spazio e la comunità che vi abita.
Shifting Places è un’istallazione di corpi dentro la città verticale, dentro la possibilità di sentirsi interamente parte del mondo e leggermente muoverlo. La danza verticale consente la libertà di danzare ovunque e restituisce una testimonianza dando una visione della città come luogo completamente aperto e accessibile.
La performance è l’esito di un workshop con attori, danzatori e performer che si sono immersi nel paesaggio per una pratica artistica e hanno composto un’azione per la costruzione di comunità temporanee.


 

Wanda Moretti
Coreografa e ricercatrice, ha approfondito lo studio della danza attorno ai sistemi di proporzione e armonia dello spazio. E’ la prima danzatrice in Italia a sperimentare negli anni 90 la danza verticale, sviluppando e diffondendo questa pratica fino a crearne una tecnica specialistica e realizzando performance nelle quali spazio e movimento si fondono in un’unica scena. In particolare la sua ricerca riguarda la relazione con l’architettura e il paesaggio, la danza s’inserisce in qualsiasi ambiente verticale e dialoga con esso aggiungendo un valore che completa il luogo stesso. Di pari passo prosegue la sua osservazione indirizzata alle influenze dello spazio strutturato sul movimento umano. Le sue performance di danza verticale sono state realizzate per molti Festival e in numerose rassegne internazionali.
Nel 1994 fonda con il musicista Marco Castelli la Compagnia Il Posto a Venezia.
Dal 2000 Moretti ha focalizzato l’attenzione su creazioni site specific con riguardo al patrimonio storico e museale. Spazi ideali per riflettere su passato e futuro, per esplorazioni emotive e sperimentazioni, questi luoghi hanno fatto da catalizzatori della nuova direzione artistica intrapresa dalla coreografa, in cui la relazione con il luogo diventa di primaria importanza.
Parallelamente all’attività coreografica, ha intrapreso una personale ricerca sul potenziale della danza in ambito sociale e comunitario. E come la danza possa essere utilizzata quale strumento d’indagine in ambiti diversi dalla performance.