Real News? Un incontro per raccontare ciò che i TG non dicono

di Nilde Stefanutti

Giovani reporter per Contaminazioni Digitali

Al Teatro Lavaroni di Artegna si è svolto ieri venerdì 20 ottobre alle ore 19 “Real News?”, un incontro per discutere del ruolo dell’informazione nel tema delle migrazioni, a cui hanno partecipato, tra gli latri,mla giornalista Laura Tangherlini e l’associazione “Menti libere”.

“Dover essere imparziale durante i servizi è difficile,” È questo il commento di Laura Tangherlini “Soprattutto quando si è legati a quei luoghi.” Sta parlando della Siria, oggi focolaio di scontri e tragedie. La giornalista di Rai News 24 un anno fa si è sposata e ha scelto di aiutare i profughi siriani: al posto dei regali di nozze lei e il suo sposo hanno regalato dei giacconi ai bambini, per proteggerli dal freddo dell’inverno, e hanno aiutato un bambino siriano per un anno al posto di spendere i soldi per le bomboniere. Dei veri altruisti, insomma! Laura ha scritto un libro+DVD, intitolato “Matrimonio siriano” in cui racconta le sue esperienze durante questo viaggio. La decisione di fare un libro ma anche un documentario è ben precisa: un libro è lungo e impegnativo, alle volte, un video invece dà subito nell’occhio, ma non riesce a dare sempre tutte le informazioni che vorresti trasmettesse. La sua scelta è una via di mezzo. Laura voleva esprimere ciò che la Tv non diceva. “Purtroppo negli ultimi decenni siamo abituati a vedere una grande quantità di immagini sui migranti e siamo quasi assuefatti”. Il problema, secondo la giornalista, è la mancanza di dialogo: siamo abituati a vedere i telegiornali e a sentire un sacco di notizie, ma dopo non c’è un ragionamento su quello che riceviamo.

L’intervento dell’Associazione “Menti libere”, nata cinque anni fa a Lignano e che ha sempre favorito il coinvolgimento dei profughi, arrivati nell’ottobre 2014, nelle loro attività. Quest’anno alcuni membri hanno fatto un viaggio a “ritroso”, percorrendo il cammino che i profughi percorrono fuggendo dal Medio Oriente verso l’Europa: “È una tratta che di solito viene percorsa in un solo verso”. Sono partiti ad aprile di quest’anno, verso la Siria, per visitare i campi profughi. Protagonista del loro viaggio è stato un rotolo di carta di trenta metri assieme a dei pennarelli che serviva a comunicare con le persone che incontravano, e in seguito si è scoperto strumento per conoscere qualcuno. I bambini, infatti, appena vedevano i pennarelli vi si fiondavano e davano sfogo alla loro creatività, assieme a loro arrivavano anche i genitori. Il viaggio è durato tre mesi e hanno percorso 4000 chilometri.