Le vite potenziali / Francesco Targhetta

Sabato 27 ottobre ore 21.00
Palazzo de Grazia, via Oberdan 15

Le vite potenziali

Performance multimediale

Francesco Targhetta – voce e testi
Chiara e Freddie Lee (Father Murphy) – musica

biglietto: 5 euro

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Oggi la felicità non è più legata al possesso di qualcosa di saldo ma alla sensazione di poter fare più cose possibili: come ci sta trasformando questa moltiplicazione di potenzialità? Le vite potenziali ruota attorno a un’azienda di consulenza informatica di Marghera, luogo ideale dove indagare il nuovo paradigma della velocità e dell’accelerazione in cui viviamo. I destini di Alberto, a capo della Albecom, e dei suoi dipendenti GDL e Luciano, rispettivamente commerciale e programmatore, si intrecciano in una serie di tradimenti, silenzi e scelte decisive nel momento in cui a GDL viene fatta una proposta da un vecchio collega. L’ambiente di lavoro in realtà è un pretesto per studiare come si muovano tre psicologie diverse nel mondo di oggi: il progressismo ottimista di Alberto contrasta tanto con la spregiudicatezza cinica di GDL quanto con il carattere più introverso di Luciano, ma tutte le loro vite, di cui si esplorano precarie relazioni sentimentali e abissi emotivi, in uno stile preciso ma non privo di una carica lirica, hanno in comune una disorientante mancanza di direzione.
Le musiche dei Father Murphy danno spessore e profondità alle parole di Targhetta, per 45 minuti di parole, suoni e cemento armato.


 

Francesco Targhetta (Treviso, 1980) insegna lettere alle scuole superiori. Dopo un dottorato e un assegno di ricerca in italianistica (con contributi critici su Govoni, Palazzeschi e la lirica simbolista italiana), ha pubblicato un libro di poesie (Fiaschi, ExCogita, 2009) e un romanzo in versi (Perciò veniamo bene nelle fotografie, Isbn, 2012). Nel 2014 ha vinto il premio Delfini e il premio Ciampi (da cui la plaquette Le cose sono due, Valigie Rosse, 2014). Nel 2018 è uscito il suo primo romanzo in prosa, Le vite potenziali (Mondadori), finalista al Campiello e vincitore del premio Berto. Collabora con La Lettura.

I Father Murphy sono il suono del senso di colpa cattolico. Una spirale discendente che arriva al fondo della fossa, per poi scavare ancora più in basso.
Negli anni sono diventati una delle più interessanti entità musicali italiane, parte di quella comunità che Simon Reynolds ha definito la “Psichedelia occulta italiana”, acclamati soprattutto per i loro intensissimi live, a metà tra concerto, rito e performance artistica. Elogiati da Julian Cope, Michael Gira degli Swans, Geoff Barrow dei Portishead e Mission of Burma fra gli altri, instancabili nei live shows, i Father Murphy sono stati invitati a suonare a tutti i festival europei più importanti (Le Guess Who?, Liverpool Psych fest, Incubate,Supernormal, …), oltre ad aver fatto innumerevoli tour in tutta Europa e Nord America con band del calibro di Deerhoof, Dirty Beaches, Iceage e Xiu Xiu, e recentemente aver suonato come backing
band di Jarboe.
Dopo la “Trilogia della Croce” del 2015, la band ha annunciato l’uscita dell’ultimo capitolo del suo percorso, l’album che chiuderà il loro percorso. “Rising. A requiem for Father Murphy” è uscito nel 2018 per Avant! Records (Europa, Gran Bretagna, Asia) e Ramp Local (U.S.A) ed è stato seguito da un’ultima serie di concerti/celebrazioni funebri per l’epilogo di Father Murphy, che si preannuncia non mesto ma glorioso.


 

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