Intervista a Laila Wadia / Babylon sisters

Giovani reporter per Contaminazioni digitali

di Alice Ronco

“In ogni persona tu trovi un pezzo di te stessa e quindi è l’insieme che volevo, io non amo dire me o te… mi piace dire “noi” e quello che volevo creare era un mosaico di varie storie, di varie donne che poi sono un’unica cosa e, certo, un po’ è anche la mia storia: anche io sono arrivata senza conoscere questa lingua e grazie a diverse persone, grazie alla poesia, alla letteratura, pian piano sono riuscita a scrivere un libro.”

Questa l’emozionante testimonianza di Laila Wadia, la celebre scrittrice del libro “Amiche per la pelle” da cui è tratto il film “Babylon Sisters” di Monica Ghiretti, proiettato ieri sera al Teatro “Mons. Lavaroni” di Artegna.

Lei continua così: “La collaborazione tra me e Monica è nata in un giorno di pioggia a Londra, quando il produttore – andando in una libreria – ha comperato il mio libro, l’ha letto e se n’è innamorato, pensando di volerci realizzare un film…  Sembrava un sogno irrealizzabile, che dopo tre anni si è avverato. Il film è “infedele” rispetto al libro, però nella sua infedeltà è un prodotto che non ha, comunque, perso la natura e il messaggio del testo.”

Il film è un’emozionante pellicola che racconta un argomento complesso con delicatezza e, a tratti comicità, intrecciando storie e personaggi diversi ma accomunati dalla solidarietà, dal bisogno d’aiuto che il mondo in quei momenti non era in grado di fornir loro e, come dice la stessa Laila, “la voglia di entrare a far parte di questa nuova società e di cercare gli strumenti per farlo”.