Fotografia come linguaggio della contemporaneità

Domenica 28 ottobre / ore 11.00 – 13.00
Sala Dora Bassi, via Garibaldi

Fotografia come linguaggio della contemporaneità

Tavola rotonda

Riaperture: festival di fotografia di Ferrara // Giacomo Brini e Maria Chiara Bonora: direttori artistici
Giuliana Carbi // Storica dell’arte, presidente Studio Tommaseo e Trieste Contemporanea
Roberto Boccaccino, Giulia Iacolutti, Alessandro Ruzzier: artisti-fotografi


 

La fotografia entra a pieno titolo nell’arena dell’arte contemporanea a partire dalla metà del secolo scorso facendosi spazio nelle istituzioni museali. Nel nuovo millennio la fotografia si qualifica come medium artistico della contemporaneità e viene circuitata nel mercato dell’arte al pari di altri media: gli spazi espositivi e i festival specializzati si vanno moltiplicando, sia in Europa sia nei paesi extraeuropei; i siti dedicati aumentano. Opere d’arte fotografiche aprono nuovi mercati e trovano spazio in luoghi non tradizionalmente adibiti alle esposizioni artistiche. Contestualmente il linguaggio fotografico si appropria delle trasformazioni tecnologiche in atto, acquisisce complessità, si rapporta con le altre discipline espressive proponendosi nel presente sempre più come linguaggio intermediale contaminato da e in correlazione con altre forme artistiche. Infine, l’esplosione della tecnologia digitale rende accessibile al grande pubblico questo linguaggio; fotografare, fotografarsi, condividere immagini ed essere s/oggetto di condivisione non è più appannaggio esclusivo di una ristretta cerchia di artisti, commercianti dell’arte e intellettuali ma diventa il più popolare mezzo di comunicazione, informazione e trasformazione del reale. In tal senso la fotografia è il linguaggio della contemporaneità, non solo appartiene pienamente alla propria epoca ma interviene e modifica l’epoca a cui appartiene. Una tavola rotonda che apre un dialogo tra festival specializzati in fotografia e arti multimediali, gallerie e artisti che usano la fotografia per offrire una varietà di punti di vista sull’uso e il significato del linguaggio fotografico da parte dei professionisti del settore nella società delle immagini.


 

Festival Riaperture
Organizzato dall’Associazione Riaperture, il festival prova a dimostrare che sì, ci sono ancora spazi da scoprire, spazi dimenticati in cui cadono immagini e progetti, spazi di vita chiusi che si possono riaprire con la forza della fotografia. RIAPERTURE è il festival della fotografia che si propone di far luce su ingranaggi nascosti del nostro vivere, che si muove in parallelo con la dimensione fisica in cui le fotografie saranno esposte: non è sicuramente il primo festival a Ferrara che vuole “compenetrarsi” nel tessuto sociale e produttivo locale, ma è il primo che va a riaccendere una luce sui luoghi commerciali (e non) oggi chiusi. Là dove la crisi economica, le circostanze dei nostri tempi hanno fatto abbassare saracinesche e chiudere porte, è possibile con un festival illuminare di nuovo spazi inutilizzati della città, come negozi e i luoghi che hanno perduto la loro funzione originaria?

Roberto Boccaccino si occupa primariamente di ricerche fotografiche di lungo corso e progetti legati all’immagine. Negli anni ha ricevuto riconoscimenti internazionali tra cui il Premio ATF Fnac e il primo premio nella categoria ritratto al Årets Pressefoto (Danish Press Photo), oltre ad essere stato finalista in selezioni come lo Joop Swart Masterclass, il Premio Gabriele Basilico, il Premio Graziadei, il Lumix Photojournalism Multimedia Award.
I suoi lavori sono stati pubblicati da magazine italiani e internazionali ed esposti in mostre collettive e personali in Europa e Nord America.
Vive a Palermo dove ha fatto nascere Samuele e Nina, i suoi figli, e Minimum, uno spazio dedicato ai progetti per la fotografia e l’immagine.


 

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