Forme Sonore / Roberto Dani

WORKSHOP DI IMPROVVISAZIONE MUSICALE

FORME SONORE /
PROCESSI COMPOSITIVI IN UN CAMPO DI FORME APERTE

a cura di ROBERTO DANI

30 giugno – 1 luglio 2018 / Festival Contaminazioni digitali – Cormons
Performance conclusiva: 1 luglio 2018

 

Obiettivi
Il workshop intende potenziare nei partecipanti la capacità di utilizzare il proprio strumento (sia esso uno strumento musicale, o il proprio corpo) in senso espressivo con particolare attenzione verso i rapporti sinestetici tra suono e segno e l’uso della Conduction (conduzione in tempo reale attraverso un vocabolario di segni) in modo da permettere al corsista di sperimentare un particolare tipo di improvvisazione in relazione al concetto di Forma.

Il docente condurrà gli artisti oltre i limiti fisici dei loro strumenti per inserirli all’interno di una performance d’insieme che verrà presentata al pubblico alla fine delle due giornata di lavoro.
Per fare ciò Roberto Dani utilizzerà una schematizzazione grafica entro la quale inserire le potenzialità dei singoli artisti per permettere loro l’esecuzione d’insieme finale.

Descrizione
Forme Sonore è incentrato sulla pratica dell’improvvisazione come procedimento compositivo in tempo reale, in relazione al concetto di Forma.

Si svolge come incontro collettivo al quale possono partecipare tutti gli esecutori con tutti i tipi di strumento, indipendentemente dalla loro natura: strumenti acustici, live electronics, ecc.
Non solo; la natura concettuale del progetto lo rende aperto ad altri campi artistici valorizzandone le potenzialità interdisciplinari. Il workshop è aperto anche a pittori, videoartisti, fotografi, danzatori.
Partendo da una attenta analisi dei parametri del Suono come fondamentali elementi costitutivi si arriva ad una maggiore consapevolezza “architettonica” di un’esecuzione sia se viene analizzata alla sua conclusione, sia nel momento stesso in cui si sta sviluppando.
In primo piano vengono affrontati i procedimenti compositivi che alla stregua dei più normali processi logico-strutturali, indipendentemente dal linguaggio nel quale possano confluire.
Queste tematiche portano ad una ricerca dell’elemento strutturale là dove, nell’estemporaneo, tutto deve nascere dall’istante. Di qui, la necessità di affrontare l’imprevedibilità di certi eventi e la loro riorganizzazione nell’immediato con l’attenzione rivolta allo sviluppo: condizione imprescindibile per il raggiungimento della Forma.

Approfondimenti

Roberto Dani
Si divide tra concerti, sound-performance, installazioni sonore e teatro musicale.
Da qui le molteplici esperienze nell’ambito contemporaneo, come nello spettacolo Duell(O) di Michele Tadini alle prese con una scacchiera interattiva, con l’Opera contemporanea “Il sogno di una cosa” in veste di percussionista/performer con musiche di Mauro Montalbetti, regia di Marco Baliani, l’Ensemble Sentieri Selvaggi, la soprano Alda Caiello e gli allievi della Civica Paolo Grassi di Milano.
Nel cinema, prendendo parte alla registrazione della colonna sonora del film Torneranno i prati di Ermanno Olmi insieme a Paolo Fresu e altri.
Nell’allestimento di un percorso sonoro con l’artista Gianandrea Gazzola all’interno della mostra Il Rito Segreto presso il Colosseo, Roma (catalogo Electa). Con il teatro come nei progetti “Luce Nera” e “Non Ricominciamo la guerra di Troia” (per sei batterie e la voce recitante di Patricia Zanco), “Oscillazioni”di Vitaliano Trevisan con l’attore Fulvio Falzarano, “Ulisse” con Marco Paolini e Giorgio Gaslini Ensemble.
Nei readings “Baldanders” di S. Benni;“Il Ponte”di/con Vitaliano Trevisan, Da un Lavoro Abbandonato (S. Beckett ) tradotto dallo stesso Trevisan. Realizza poi le musiche di scena per due pieces teatrali di Trevisan, Quattro Stanze con Bagno e Solo RH, monologo interpretato da Roberto Herlitzka.
Ha collaborato con il Teatro La Scala di Milano, incidendo musiche per balletti commissionate al compositore Carlo Boccadoro.
Dopo il giovanile debutto discografico con i Devil Doll, band rock progressive poi affermatasi in tutto il mondo nella quale ha partecipato come musicista e produttore, e dopo un periodo al Berklee College of Music di Boston, inizia un’intensa attività concertistica nei più importanti festivals e teatri in paesi come Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia, Repubblica Slovacca, Danimarca, Israele, Svizzera, Portogallo, Francia, Belgio, Finlandia, Svezia, Lituania, Norvegia, Olanda, Estonia,Turchia, Inghilterra, Scozia, Galles, Sud Africa, Sud America, Stati Uniti, Messico, Qatar, Giappone e Corea del Sud; in clubs newyorkesi quali Blue Note (dove nel ’96 registra “Live at the Blue Note” con il trio di Mika Pohjola), Birdland, Knitting Factory.
E’ tra i pochi batteristi (insieme ad Han Bennink, Bill Bruford e Roger Turner) ad avere suonato con la pianista e cantante americana Annette Peacock, autentica musa della sperimentazione con la quale collabora stabilmente dal 2006.
Alla carriera concertistica affianca un’intensa attività didattica nel campo dell’improvvisazione attraverso la conduzione di laboratori interdisciplinari chiamati Forme Sonore, in Italia e all’estero, presso importanti istituzioni accademiche come Orpheus Insitute Ghent in Belgio, Norwegian Academy of Music di Oslo, Conservatorio G. Verdi di Milano, A. Boito di Parma, A. Pedrollo di Vicenza, P. L. Da Palestrina di Cagliari e L. Campiani di Mantova.

Dal 2007 è docente di batteria jazz e musica d’insieme presso il Conservatorio A. Boito di Parma
Ha suonato con Louis Sclavis, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Paul McCandless, Norma Winstone, Michel Godard, Al Di Meola, Mick Goodrick, Ralph Alessi, Ravi Coltrane, Drew Gress, Ben Monder, Erik Friedlander, Christy Doran, Hal Crook, Michele Tadini, Enrico Rava, Paolo Fresu, Gianluigi Trovesi, Giorgio Gaslini, Roberto Fabbriciani e molti altri.
Attualmente collobora con il trio di Stefano Battaglia con il quale registra quattro cd per la prestigiosa ECM records, con l’Oslo Art Trio con il pianista Misha Alperin e la fisarmonicista/cantante russa Evelina Petrova, con il trio del contrabbassista Roberto Bonati, nel progetto “Stagon” con l’artista Gianandrea Gazzola interagendo con uno strumento a percussione che si basa sul principio di caduta di gocce d’acqua (Nomos II) e diversi progetti del chitarrista sloveno Samo Salamon.
Ha all’attivo più di 90 incisioni discografiche, a suo nome vanno citati:
-Images, (99), con N. Winstone,G.Venier, H.Sieverts
-Interférences (02), con M.Godard, K. Gregory
-Instants-Live at Teatro Olimpico (03), con L. Sclavis, V. Courtois, K. Gregory
-Drama (Drums solo) (2008)
-Lontano (drums solo) (2011)

Numero partecipanti
4 min – 12 max

Giorni e ore
Il workshop si svolgerà il 30 giugno e 1 luglio
ore 10-00 – 13.00 e 14.30 – 18.30
Performance conclusiva: 1 luglio ore 19.00

Costo
40 euro / il festival riserva alcuni posti gratuiti per musicisti interessati che siano al momento dell’iscrizione disoccupati/studenti

Requisiti dei partecipanti
Buona conoscenza del proprio strumento e voglia di sperimentare tecniche innovative di utilizzo.
I partecipanti dovranno portare con sé il proprio strumento musicale (con relativo sistema di amplificazione nel caso di chitarra o basso), laptop nel caso di musica elettronica. Per la voce sarebbe indicato portare un microfono (in alcuni casi i microfoni possono essere forniti dal festival).

Location
Cormons, Palazzo Locatelli

Modalità di iscrizione
Le iscrizioni al workshop chiudono il 27 giugno 2017.
Per richiedere l’iscrizione al workshop è necessario inviare una mail a segreteria@quarantasettezeroquattro.it indicando: titolo del workshop, nome, cognome, luogo e data di nascita, luogo di residenza, allegando CV o note curriculari.
Per confermare l’iscrizione è necessario inviare copia di effettuato bonifico della quota di 40 euro sul conto intestato a
Associazione QUARANTASETTEZEROQUATTRO
Unicredit Banca, Agenzia Gorizia Corso Italia
IBAN: IT 86 V 02008 12400 000101174360

Info
Web: www.invisiblecities.eu
Mail: segreteria@quarantasettezeroquattro.it
Cell: 338.1411435