Due ciacole in libertà / Mostra fotografica

Dal 29 giugno al 1 luglio
Tutti i giorni
Piazza XXIV Maggio

Due ciacole in libertà.
Storie, racconti e pettegolezzi dal “Pedocin”, unico stabilimento balneare in Europa che nel 2018 separa maschi e femmine.

Mostra fotografica
di Chiara Perini


 

Il bagno marino La Lanterna, comunemente conosciuto come “el Pedocìn”, è uno dei bagni cittadini a gestione diretta del Comune di Trieste. Progettato a fine Ottocento e ufficialmente inaugurato nel 1903 dall’impero austro-ungarico, è l’unico bagno ancora attivo in Europa dove maschi e femmine fanno il bagno separatamente. Entrate divise e poi un muro. E le bambine e i bambini? Fino ai 12 anni con le donne, poi le femmine entrano di diritto a far parte del gineceo mentre i maschi “passano il muro”, superano una prima prova d’ingresso nella società adulta. Calcio e motori da un lato, amori, amicizie, ricette e parrucchiere di fiducia dall’altro. Spazio e tranquillità nella sezione maschile, ammasso di corpi e tante tante chiacchiere, ciacole continue nella sezione femminile. Un microcosmo, un piccolo mondo antico, una foto d’altri tempi che lungi dall’essere sbiadita, giallognola e quasi irriconoscibile offre cromatismi sempre nuovi e accattivanti. D’estate fila all’ingresso da prima delle 7:00 del mattino! Il bagno apre alle 7:30 ma i posti migliori e le sedie vanno accaparrate ben prima.

Proteste per l’abbattimento del muro? Certo! Ma non per sostenere l’amministrazione comunale che periodicamente propone di creare uno spazio unico, i frequentatori abituali di “el Pedocìn” fervidamente lottano per mantenere la separatezza! In prima fila le sariandole, le “lucertole abituali” che nemmeno d’inverno smettono di usare questo bagno che, pur senza accesso al mare, viene tenuto aperto tutto l’anno con finalità terapeutiche.

Perché battersi per mantenere il muro? Triestine bigotte e riservate? Assolutamente no! è per mantenere la propria libertà che le sariandole scendono in piazza a difesa del muro. Libertà di essere come meglio credono, senza timore dello sguardo indiscreto e criticone dei maschi. Libertà di raccontare e di raccontarsi, senza interruzioni e richieste continue. Soprattutto libertà di ciacolare, senza filo conduttore, senza necessità di verificare che la notizia data sia vera o falsa. Perché no, libertà di spettegolare su tutto e tutti per poi rivedersi in fila il giorno dopo!

Chiara Perini


 

Chiara Perini è laureata in Scienze Politiche e Sociali all’Università degli Studi di Trieste,
ha conseguito un Post Graduate Diploma in Fine Art al Chelsea College di Londra (UK) e un Master in Art and Design in Education all’Institute of Education di Londra (UK). E’ vice-presidente dell’Associazione Quarantasettezeroquattro e si occupa di progettazione, didattica della storia (progetti Memobus, Percorsi nelle Memorie del Novecento e Una Costituzione in Comune) e della promozione culturale dei progetti.
E’ esperta dei legami tra pratiche artistiche e progetti di cittadinanza attiva e promozione del territorio.