BABYLON SISTERS. La recensione

di Marianna Turrin

Giovani reporter per Contaminazioni digitali

BABYLON SISTERS – Un film di Gigi Roggero

Il film racconta la storia della piccola Kamla, di recente trasferitasi con la madre Shanty e il padre in una sporca e malridotta palazzina della periferia di Trieste.  Questa era abitata anche da altre famiglie d’immigranti più un anziano professore, a volte scortese, ma con un grande cuore.

Quando viene consegnata alle famiglie la lettera di sfratto, le donne, madri di famiglia, ancora “impaurite” da quanto accaduto decidono che l’unico mezzo per “salvarsi” sia darsi da fare e non perdere mai la speranza.

Anche Shanty, indiana di origine viene inclusa e, anche se all’inizio un po’ titubante perché la propria cultura è molto diversa dalle altre, col tempo capisce che attraverso queste persone e la loro buona forza di volontà, può portare la propria famiglia alla “salvezza”.

Queste donne, incominciano a lottare per i propri diritti, per i diritti che non dovrebbero essere mai negati ad esse. Attraverso alcuni incontri s’impegnano ad esprimere le proprie idee e, anche se nel loro piccolo, a realizzare i propri sogni, una volta così lontani dalla loro realtà.

Dobbiamo citare anche il professor Leoni, anziano signore che abitava la palazzina.

Il suo ruolo fu importante per la piccola Kamla, che lo considerava quasi un nonno. Lui le raccontava le storie più divertenti e coinvolgenti che lei avesse mai ascoltato … e sì, ciò era molto più interessante di fare i compiti!

Dopo la sua morte, Kamla si sente sola, ma la madre la porta dentro il mondo suo e delle altre donne. La piccola ragazza viene coinvolta in balli, danze, canzoni, giochi.

Non c’è nessuna paura di fronte alle diverse culture, anzi questo è un buon motivo per scoprire nuovi mondi e nuove realtà.

Certo, le difficoltà si incontrano sempre, ma come dice il famoso proverbio: “L’unione fa la forza!”

Una pellicola che a ritmo di musica vuole celebrare l’unione tra più realtà; da consigliare a tutti, piccoli e grandi, affinché imparino ad apprezzare le varie culture, che sono fonte di una rara e inestimabile bellezza.

( Marianna Turrin)